LOS
ANGELES - Era
piccola piccola. Una macchia giallognola che stava su un piccolo
rettangolo. Poi, anno dopo anno, per un totale di dieci (compiuti
nel gennaio scorso), da piccola quella macchia giallognola
è diventata enorme. Fino a espandersi su un rettandolo,
ma grande. Parliamo del gialleggiare della famiglia più
dissacrante d'America, quella dei Simpson. I cartoni brutti
e cattivi disegnati da Matt Groening, dopo un decennio di
impero televisivo, qualche prova teatrale sparsa qui e lì
per il mondo, l'ultima a Londra appena qualche giorno fa,
ci provano ora con il cinema.
Le strisce animate che ogni domenica sera hanno dato appuntamento
alle famiglie americane stanno togliendo l'ancora dalla Fox
tv con rotta Hollywood. Attratti dal fascino per il grande
schermo, certo, ma anche stanchi per la decennale dipendenza
dal canale televisivo che in loro ha trovato un tesoro economico.
Chiacchiere, per ora, visto che niente è stato ancora
deciso, a partire dalla sceneggiatura fino alla produzione.
Ma, parlando a una conferenza stampa a Londra, dove i doppiatori
di Bart & Co si sono trovati a teatro a declamare le altisonanti
- si fa per dire - battute della gialla famiglia, il papà
dei Simpson qualche ammissione l'ha fatta.
Groening ha detto che sì, un film c'è nell'aria,
anzi, già in agenda lavorativa. "Un lungometraggio
che deriva da un episodio di una mezz'ora immaginato per la
tv. Ma nessuna trattativa è ancora in corso".
Anche se non conferma ufficialmente, Groening lascia intendere
che più di qualcosa si sta mettendo per il verso sbagliato
per la tv, e per il verso giusto per il cinema. Interrogato
sul futuro della serie televisiva, la matita dei Simpson ha
risposto che è "come chiedere a un maratoneta
se è stanco". Dopo dieci anni di infaticabile
corsa al successo, i Simpson qualche acciacco muscolare lo
stanno sentendo. Groening, sibillino: alla Fox "condividiamo
la visione generale, anche se qualche disaccordo viene fuori
sulla direzione dello show".
Apparso
Il 20/8/2000 su Repubblica